Long Life System – Hai veramente bisogno di veicoli per la raccolta che durino nel tempo?

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Ecco il primo dei 6 appuntamenti che ti porteranno nel mondo del Long Life System, il primo sistema in 5 fasi che ti permetterà di avere un veicolo satellite per la raccolta dei rifiuti che dura nel tempo.

Capirai meglio di cosa si tratta e conoscerai nel dettaglio le basi, le radici, del nostro modo di lavorare.

Ma non perdiamo tempo e entriamo subito nel vivo.

Hai veramente bisogno di un veicolo per la raccolta dei rifiuti che duri nel tempo?

Di un veicolo che ti possa accompagnare per anni senza abbandonarti nel momento del bisogno?

Di un mezzo che VERAMENTE possa fare il lavoro per cui è stato progettato senza rompersi sotto il peso dei rifiuti?

Sembrano tre domande banali, ma ti posso assicurare che tanto banali non sono.

Sicuramente tu che stai leggendo queste pagine sei una specie di eroe, una persona che vuole lavorare bene e sa come farlo. Una persona che ha capito che la raccolta dei rifiuti è un lavoro che ha bisogno di mezzi con determinate caratteristiche di sicurezza, durata e resistenza.

Questo ti fa onore, perché combatti ogni giorno contro un sistema che lavora in maniera poco pulita, cercando di metterti sempre i bastoni tra le ruote. Ti assicuro che sei uno dei pochi. Ti assicuro che là fuori ci sono persone che non hanno la minima idea di cosa vuol dire raccogliere i rifiuti (o forse non vogliono saperlo). Persone che lavorano in maniera poco limpida, che cercano di fare solo ed esclusivamente i loro interessi senza preoccuparsi minimamente di come il servizio verrà eseguito. A queste persone non interessa minimamente fare un lavoro utile per la comunità.

Ma tu non sei così. TU vuoi distinguerti da questo “degrado”. Tu vuoi fare in modo che il lavoro sia fatto a regola d’arte. E giustamente pretendi lo stesso dai tuoi fornitori. Fornitori che purtroppo, non sempre hanno la tua stessa visione illuminata.
Il motivo è semplice e ora te lo spiego velocemente.

Negli ultimi anni la crisi è arrivata anche nel nostro settore, ma non come ci si aspettava. Il mercato della raccolta dei rifiuti infatti era rimasto uno dei pochi ancora redditizi, per svariati motivi. Questo ha fatto in modo che chi era rimasto scottato in altri mercati ci si buttasse a capofitto. Sono nati come funghi costruttori di veicoli per la raccolta dei rifiuti. Chiunque aveva un’officina meccanica ed era riuscito a mettere le mani, almeno una volta, su un veicolo per la raccolta dei rifiuti si è riciclato COSTRUTTORE. Tutto senza un minimo criterio. Credendo che il carico di cose sia la stessa cosa del carico dei rifiuti. Nessuna preoccupazione della scelta dei materiali, degli impianti oleodinamici, delle sicurezze richieste dalle varie normative.

“Attacco due tubi,
saldo due lamiere,
ci metto un pistone
ed ecco fatto il mio camion della spazzatura.”

 

Per le aziende di raccolta e le cooperative è stato l’Eldorado (almeno per i primi tempi). Si potevano trovare macchine a poco prezzo che, all’apparenza, facevano lo stesso lavoro delle altre. La concorrenza si è fatta altissima e visto che nessuno sapeva come distinguersi (dato che tutti copiavano tutti), il prezzo è diventato l’unica differenziazione.

Purtroppo però, come in tutte le fiabe, la magia ha un suo prezzo. Anche questo momento magico quindi arrivò a chiedere il conto. La dura realtà stava venendo a galla.

Le macchine iniziavano a rompersi (dopo pochissimo lavoro), alcune non riuscivano nemmeno a superare il primo giorno di attività. Le attrezzature non sopportavano il lavoro per cui erano state create. Ma anche i costruttori non riuscivano a superare i primi due anni di vita e sparivano come lo sporco sui fornelli nella pubblicità degli sgrassatori.

Tutto d’un tratto le aziende di raccolta e le cooperative si trovarono con mezzi rotti nel piazzale e senza alcuna azienda che gli potesse fornire assistenza.

In 45 anni di vita abbiamo visto un’infinità di aziende nascere, prosperare, diventare anche importanti e poi sparire nel nulla. Tutto nel giro di 2 o 3 anni. Chiaramente ci sono state anche aziende che sono riuscite a sopravvivere e, anzi, sono diventate dei colossi. Ma si possono contare sulle dita di una mano.

Ormai il danno era stato fatto.

E se alcuni lungimiranti (proprio come te che stai leggendo) hanno capito al volo la situazione e non si sono fatti infinocchiare da queste promesse da venditori di fumo, altri ci sono cascati con tutti i piedi e ne sono rimasti incastrati come nelle sabbie mobili.

Infatti dopo che riesci ad acquistare mezzi per la raccolta dei rifiuti a 5.000 € è difficile che “dall’alto” ti accettino una spesa, per lo “stesso” tipo di mezzo, a 10.000€. Giustamente un ufficio acquisti deve mantenere uno standard di acquisito. Non può raddoppiare la spesa da un anno all’altro. Il problema però è che quei soldi risparmiati non sono rimasti nelle casse dell’azienda. Sono stati spesi. Con gli interessi. Problemi, fermi macchina, riparazioni, mancati servizi, incidenti sul lavoro. Tutti costi che non competono ad un ufficio acquisiti e che quindi non vengono presi in esame immediatamente. Eppure sono i costi che fanno la differenza tra una gestione sana del proprio business e una gestione malata.

Ma non ti preoccupare, so che tu non sei responsabile di tutto questo. So anche però che riuscire a destreggiarsi nella giungla di mezzi e di aziende che sono spuntate come funghi è alquanto complicato. Cosa fare quindi?

Dopo più di un anno dal mio rientro in azienda decisi che era giunto il momento di trovare la soluzione.

Era una fredda mattina di febbraio, era il 2018. Fuori stava nevicando e avevamo dovuto chiudere l’azienda perché la metà dei nostri operai non era riuscita nemmeno ad uscire di casa. Così piombai nell’ufficio di Omar e gli dissi: “Dobbiamo trovare una soluzione!”

Omar dal canto suo mi guardò come si guarda un cavallo che ha appena parlato. Effettivamente ero entrato continuando, ad alta voce, un discorso che avevo cominciato nella mia testa, senza che lui avesse ascoltato l’inizio. Così dopo avergli spiegato di cosa stavo parlando mi guardò. Forse ancora più interdetto di prima.

Sembrava facile a dirsi, ma cosa potevamo fare noi? Non lo sapevo, ma sapevo che dovevamo fare qualcosa. Ci siamo chiusi una giornata intera a parlare e discutere. Il problema era chiaro a tutti e due.

NON possiamo più permettere che le aziende di raccolta si affidino a costruttori fantasma.

NON possiamo permettere che acquistino veicoli costruiti senza alcun criterio.

NON possiamo permette che aziende senza esperienza mettano ancora piede in questo mercato.

Non possiamo permetterlo perché il lavoro della raccolta dei rifiuti non è un lavoro secondario. Non è un servizio accessorio che un comune può fare oppure no. Non sono le luminarie di Natale che se un anno si risparmia qualcosa al massimo ti prendi due insulti su Facebook. Qua si sta parlando, in maniera più ampia, dello stato di salute della città e dei cittadini. Perché la raccolta dei rifiuti è proprio questo. Senza il servizio di raccolta (o facendolo male) si avrebbero sacchi di rifiuti sparsi per la città con conseguente aumento delle malattie e del degrado cittadino. Eppure, molto spesso, si pensa più a tirar fuori i soldi per illuminare a festa il viale principale piuttosto che per acquistare attrezzature idonee e di qualità per la raccolta dei rifiuti.

Ma ritorniamo al nostro ufficio dove due fratelli stavano dando fondo a tutte le loro idee in un brain storming senza fine. Volevamo creare qualcosa di nuovo. Qualcosa che permettesse a te di lavorare in maniera serena. Ma non ti nascondo che un po’ era anche per noi. Era una sfida personale. Volevamo portare l’azienda su un altro piano.

Ammetto che c’erano problemi. Non andava tutto liscio. Casini, tensioni, difficoltà di gestione. Ho scoperto che gestire un’azienda non è affatto semplice. Ho scoperto che se questa azienda produce macchine industriali è complicato. Ho scoperto che se questa azienda lavora per il settore dei servizi urbani lo è ancora di più. Ma non ci andava giù questa cosa del “si è sempre fatto così”, “sono solo camion della spazzatura”, “le cose non si possono cambiare”.

Io sono un fautore del cambiamento. Sono uno di quelli che non ha paura di abbondare una strada se non è quella giusta, così come non ho paura di stravolgere tutto se mi accorgo che qualcosa non va. La stessa cosa è per Omar. Anche lui ama guardare avanti e riuscire sempre a portare qualcosa di nuovo. E cercavamo proprio qualcosa di nuovo. Qualcosa che potesse distinguerci dalla massa. Qualcosa che realmente avrebbe fatto la differenza nei tuoi confronti.

Avremmo potuto puntare sul creare un nuovo prodotto. Ma era necessario? Hai veramente bisogno di un nuovo prodotto? Di una cosa innovativa ma senza alcun senso pratico? O forse hai bisogno che quel prodotto, che già utilizzi, funzioni al meglio e ti accompagni per tutta la tua vita lavorativa? Di un prodotto creato per raccogliere rifiuti e che lo faccia nel migliore dei modi? Di un’azienda su cui contare quando hai dei problemi?

Così abbiamo deciso di puntare sulla struttura aziendale e iniziare a scovare i nostri punti di forza e i nostri punti deboli. Valorizzando i primi e minimizzando, e in alcuni casi trasformando, i secondi. Abbiamo deciso di gettare le basi per un sistema, un processo, che ci desse la certezza della qualità delle nostre macchine.

MATERIALI MIGLIORI.
ATTREZZATURE MIGLIORI.

Questo era il semplice assioma che ci frullava in testa. La verità, il dogma, la certezza che ci ha guidato per tutta la riunione.

È stato lì, in quell’ufficio, in quella fredda mattina innevata, che è nato LONG LIFE SYSTEM. Il sistema di lunga vita. L’elisir che ti permette di avere un parco macchine duraturo e affidabile, con veicoli che durano nel tempo.
In realtà, voglio essere sincero, devo ringraziare una persona che chiamare consulente è riduttivo. Cosimo Errede, esperto in marketing a risposta diretta. Lui ha preso le nostre idee e gli ha dato un nome e una forma, quindi per questo lo ringrazio.

Ma torniamo al nostro LONG LIFE SYSTEM. Un semplice ma efficace sistema che si snoda su 5 punti fondamentali. Cinque punti che erano già nelle nostre mani. Era il metodo di lavoro che da sempre Galiano, nostro padre, e Oscar, nostro zio, usavano dal 1974. Lo stesso metodo che già aveva creato veicoli che, a distanza di anni, ancora lavorano e non hanno intenzione e di mollare.

Noi abbiamo preso questi passi e poi, nei giorni successivi, li abbiamo sviluppati e affinati insieme ai nostri ingegneri, collaboratori, operai e, chiaramente, insieme a Galiano e Oscar.

Con il nostro sistema LONG LIFE SYSTEM sarai certo di avere un mezzo costruito secondo una procedura a 5 step che da oltre 45 anni ci permette di far uscire dalla nostra aziende macchine affidabili e che durano nel tempo.

Chiaramente non ti posso dire che non ci saranno MAI problemi.

Sono veicoli che raccolgono rifiuti. Sono sottoposti a degli stress enormi, a turni di lavoro veramente improbabili. Sono sempre a contatto con materiali logoranti e non sempre vengono gestiti da mani esperte. Pensare di non avere un problema su un veicolo del genere è impossibile anche solo nei primi 2 mesi. Figuriamoci dopo 10 anni.

Ma grazie a LONG LIFE SYSTEM, questi problemi saranno ridotti all’osso, e potrai contare su un’assistenza sempre presente e competente. Immagino che ora tu voglia saperne di più. Beh, dovrai aspettare i prossimi articoli, dove conoscerai nel dettaglio tutto il sistema. Se invece sei curioso e vuoi sapere subito di più vai su questo link e ordina il libro “Volevo Salvare il Mondo, così ho deciso di aiutarti a pulirlo”, troverai la spiegazione del sistema e non solo.

https://www.rossioleodinamica.com/volevo-salvare-il-mondo/ 

Rock&Roll
Andrea

Andrea Rossi
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