Scene da… Ecomondo 2017. Scusi potrebbe togliermi i FRENI dall’auto che COSTANO TROPPO e potrebbero ROMPERSI?

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Richieste assurde, ai limiti del legale e del buon senso. Eppure ci sono e dobbiamo farci i conti. In questa settimana a Ecomondo ne ho sentite e viste di tutti i colori, ma NON voglio che tu pensi di poter risparmiare sulla sicurezza. Non è la mossa migliore ne per te ne per i tuoi operatori!

Ce l’ho fatta. La fiera Ecomondo è arrivata e ormai è anche passata. Per me è stata la prima volta all’interno della fiera essendo entrato da un anno in azienda, ma è stata veramente una bella esperienza. È stato utilissimo incontrare i clienti, i nostri competitor, i fornitori. C’è stato un vero e proprio scambio di idee e di sensazioni.

Il nostro settore non è uno di quelli che ha degli sviluppi tecnologici così veloci e stratosferici quindi le novità all’interno della fiera non sono state così eclatanti.

Sicuramente il live motive di quest’anno erano i veicoli elettrici. Ogni stand aveva un proprio prodotto elettrico da esporre. Camion, auto, spazzatrici, qualsiasi cosa si muovesse veniva alimentata elettricamente.

Ma di questo voglio parlare meglio in un intervista che uscirà tra poco con qualcuno che se ne intende veramente.

La cosa che però mi è servita di più è stato il confronto con i nostri clienti. È stato un momento per capire tutte le cose che vanno, ma soprattuto quelle che NON vanno bene.

Ho potuto parlare con gli uffici tecnici, con gli operatori, con le persone che le macchine le usano, e non solo con gli uffici commerciali o acquisti.

È stato bello avere dei feedback reali sulle attrezzature.

E da tutte le chiacchierate che ho fatto c’è stata una cosa che è venuta fuori sempre più spesso. Ultimamente le macchine sono diventate più delicate.

Le varie normative sulla sicurezza hanno fatto entrare l’elettronica di prepotenza su tutti i sistemi e questo rende le attrezzature più soggette a guasti. Infatti ormai, il motto della maggior parte delle persone è:

“Quello che non c’è, non si può rompere”

Probabilmente lo pensi anche tu.

Beh, affettivamente hai ragione.

Una volta un compattatore aveva un blocco valvole e due leve che comandavano tutto quanto… Se qualcosa non andava, bastava girare una vite e dare una martellata da qualche parte.

Oggi prova a dare una martellata su qualsiasi parte dell’attrezzatura! Quasi sicuramente romperai almeno una decina di componenti elettronici che costano come il camion!

Però non possiamo pensare di tornare indietro.

È un po’ come dire che dobbiamo tronare a lavare i panni nel lavatoio con l’asse di legno. Come le nostre nonne. Questo perché le lavatrici sono complicate e si possono rompere.

Non credo che qualcuno se la senta di uscire la mattina all’alba a lavare i panni al fiume (anche perché non so se uscirebbero puliti dai fiumi di oggi!).

Questa è l’innovazione, questa è la spinta tecnologica che ci porta ad avere macchine sempre più sicure ed efficaci. Poi è chiaro che sta a noi costruttori creare dei prodotti che siano efficienti e resistenti.

Diciamocelo, i veicoli per la raccolta dei rifiuti non sono vasi di porcellana. Lavorano in condizioni pessime e sono sottoposti a stress e logorii veramente elevati.

E noi cerchiamo di fare il possibile per rendere le macchine sempre più resistenti.

Questo però NON vuol dire che chi usa le attrezzature li deve trattare come se fossero roba vecchia. Senza cura e senza rispetto.

Infatti, alla fine dei discorsi, il problema era sempre uno e uno soltanto.

Il fatto che i macchinari si rompessero non era quasi mai colpa dei macchinari stessi. La maggior parte delle volte era dovuto alla poca cura degli operatori che utilizzavano le macchine.

Chiaramente non voglio fare di tutta l’erba un fascio. Ci sono le eccezioni.

Proprio poco tempo fa mi sono arrivate in aziende dei motocarri usati da un’azienda di Mantova perché doveva rinnovare il parco macchine. Beh, erano dei veicoli del 1989 e sembravano nuovi, usciti di fabbrica qualche giorno prima.

Ma moltissime volte (la maggior parte) mi capita di vedere dei mezzi che sembra che abbiano 100 anni per come sono ridotti male e poi scopro che sono veicoli che abbiamo consegnato qualche mese prima.

E proprio in questi giorni di fiera ho avuto la conferma di questo. Me lo hanno confermato i dirigenti e i responsabili dei vari settori.

Vanno a sbattere, strisciano contro muretti, rompono i selettori, vanno troppo forte e guidano come se fossero ad un Grand Prix!

Addirittura è venuto qualcuno che mi ha chiesto perché le pulsantiere pensili posteriori non sono fissate bene, in maniera sicura. Allora chiedo di spiegarmi meglio cosa volesse dire.

“Beh, ai miei operatori capita che quando girano per strada, per colpa delle buche o dei dossi, la pulsantiera esca dalla sede e vada a finire sotto le ruote.”

Io sono rimasto un po’ a pensare… Era la prima volta che mi capitava di sentire una cosa del genere. Così le ho fatto vedere come è montata la pulsantiera.

Le ho fatto notare che è veramente complicato far uscire la pulsantiera dalla sede. Addirittura è scomodo farlo con le mani.

Probabilmente se la pulsantiera esce dalla sede per un dosso è perché, forse, il dosso è stato preso ad una velocità non proprio consentita dal codice della strada (e penso nemmeno raggiungibile dal camion).

E la risposta è stata: “E vabbè ma mi ca posso controllare tutto…

Quindi dobbiamo pensarci noi…

Per non parlare poi delle portate.

La grande questione delle PORTATE!

Mi sono sentito dire che non posso sperare che gli operatori rispettino le portate dei mezzi. Una volta che sono li a caricare, loro caricano. Quindi se il camion si rompe perché è stato caricato (di MOLTO) oltre la portata consentita, la colpa è un po’ come fosse nostra!

COSA!?!

Certo noi possiamo sovradiamensionare leggermente le attrezzature. Ma fino ad un certo punto. I pesi aumenterebbero a dismisura, riducendo ancora di più le portate.

E poi è una questione di sicurezza.

Tutte le battaglie fatte sulla sicurezza a cosa sono servite?

A far pagare di più le cose? A rendere più complicata la progettazione dei mezzi?

NON CREDO.

Eppure ogni tanto sentivo affermazioni del genere e mi si gelava il sangue.

Nella mi azienda, IO sono il responsabile dei miei dipendenti. IO sono quello che deve fornire le condizioni di lavoro ottimali per far lavorare tutti in sicurezza. Ma sono sempre IO che devo anche accertarmi che tutte le misure VENGANO RISPETTATE.

Se non altro, visto che non frega a loro della propria incolumità, almeno per evitare a me di perdere soldi e tempo.

Non è un discorso egoistico. Se a te non frega della tua incolumità e tratti male le cose che ti metto a disposizione… allora forse NON è il caso che lavori per me.

È chiaro che, in alcune circostanze sono cose difficili da gestire. Ma non per questo la patata bollente deve essere lanciata a noi costruttori.

Mi sono state fatte tante richieste in questi 4 giorni. Alcune ai limiti del codice della strada (se non di quello penale), ma io non me la sento di rischiare così tanto.

Per cosa poi? Per vendere un camion in più?

Preferisco fare le cose a modo e avere la coscienza a posto.

Proprio per questo noi alla Rossi Oleodinamica siamo sempre più orientati verso il rispetto maniacale della norme di sicurezza. Stiamo portando avanti un lavoro molto faticoso ma che siamo sicuri porterà i suoi frutti.

Questo articolo spiega bene il lavoro che stiamo portando avanti:

> https://blog.rossioleodinamica.com/sicurezza-veicoli-non-commettere-errori-che-ti-possono-costare-molto-caro/

Collaborare con clienti esteri (soprattutto nord Europa e Francia) ci sta spronando a crescere sempre più sotto questi aspetti. Le regole ci sono, sono anche chiare (per quanto una normativa possa esserlo), basta solo mettere da parte le ritrosie al cambiamento tipiche italiane e cercare di trovare come rispettare le regole, piuttosto che cercare come aggirarle.

Purtroppo come italiani siamo molto bravi in questo, ma non perché siamo delinquenti. Semplicemente perché abbiamo un grandissimo ingegno.

E se questo ingegno lo mettessimo al lavoro per trovare le soluzioni giuste per RISPETTARE LE LEGGI?

Diventeremmo i primi in Europa (se non al mondo) per qualsiasi cosa!!!

Quindi ecco cosa ho imparato in fiera quest’anno.

La sicurezza è importante e fare le cose dentro le regole può essere difficile ma può portare SOLO grossi miglioramenti.

Quindi non correre rischi inutili. Non pensare di dover per forza aggirare le leggi per rendere più efficiente il tuo lavoro.

Affidati a chi della sicurezza ha fatto la propria bandiera, e lasciati guidare nelle soluzioni più giuste.

Noi alla Rossi Oleodinamica facciamo questo da più di 40 anni e vogliamo lavorare con persone che la pensano proprio come noi. Se sei uno che vuole rispettare le regole e che è disposto a mettersi in gioco lascia i tuoi dati qua sotto per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità dal mondo dei veicoli per la raccolta.

Let’s Rock

Andrea

Andrea Rossi

Andrea Rossi

Responsabile Marketing at Rossi Oleodinamica S.r.l.
Perito meccanico e appassionato di comunicazione e marketing. Sono nel settore metalmeccanico da circa vent'anni. Anche se per otto ho navigato per altre acque. Sono rientrato con una visione nuova di questo settore e voglio aiutarti a fare le scelte migliori per i tuoi acquisti, dandoti informazioni utili che possano aiutarti a far crescere il tuo business.
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Mechanic expert and student of communication and marketing. I've worked in the mechanical sector for around twenty years. Even if for eight of them I've been looking for new pastures. I'm back with a new vision for this sector, and I want to help you to make better decisions for your purchases by giving you useful information that can help you grow your business. How to collect a complicated but valuable form of waste. How to collect a complicated but valuable form of waste.
Andrea Rossi
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